Il CV

Vuoi scrivere un buon CV? Pensa come un selezionatore

Il CV è uno strumento di comunicazione e di vendita di noi stessi in ambito lavorativo e quindi della nostra professionalità.
Come tutti gli strumenti di comunicazione dobbiamo prepararlo pensando al nostro target: mettendoci nei panni di chi riceverà e userà il CV. Viceversa, il rischio che questo documento risulti autoreferenziale, poco comprensibile, non facile da leggere e poco efficace sarebbe molto elevato.

È risaputo che il primo screening dei CV avviene in pochi secondi, pertanto risulta fondamentale mettere il selezionatore in grado di leggere e comprendere il documento al meglio e darne una prima valutazione positiva.

Ecco allora che quando ci mettiamo davanti al foglio bianco di quello che sarà il nostro CV, la prima domanda che mi devo porre non dovrebbe essere “Cosa voglio comunicare di me, della mia carriera e della mia professionalità?” ma “Se fossi il selezionatore cosa mi interesserebbe sapere di “me”, della “mia” carriera e della “mia” professionalità?”.

Provo a spiegarmi meglio con degli esempi:

Una domanda da porsi potrebbe essere: “Se fossi il selezionatore mi interesserebbe sapere in che città abita il candidato?”.
Se la risposta, come in moltissimi casi, fosse positiva, dovrei pormi quest’altra domanda: “Nel mio CV è chiaro dove abito ed è scritto in una posizione facile da leggere?

O anche: “Se fossi il selezionatore mi interesserebbe sapere solo le attività che svolge il candidato oppure anche i risultati che ha raggiunto?”.
In questo caso le domande successive sarebbero: “Ho inserito nel CV i risultati raggiunti? Sono chiari? Sono facilmente leggibili? Attirano l’attenzione anche a una lettura veloce del CV?

Una nuova domanda potrebbe essere: “Se fossi il selezionatore mi interesserebbe capire subito il ruolo che svolge in questo momento il candidato?”.
E le successive: “La dicitura del ruolo può essere chiara a qualsiasi selezionatore oppure rischia di essere chiara solo a chi conosce la mia azienda e il gergo che si usa per i ruoli interni? Il ruolo è scritto in una posizione ben leggibile? E’ un ruolo in linea o comunque coerente con il job posting a cui sto rispondendo?”

Un’ulteriore domanda da prendere in considerazione: “Se fossi il selezionatore chiamerei un candidato che scrive CV troppo lunghi? Senza attenzione all’impaginazione? Con qualche refuso o, peggio ancora, con errori di ortografia?”.
E le domande seguenti sarebbero: “Il CV ha una lunghezza e una sinteticità coerente con il numero e la profondità delle mie esperienze professionali? Ha una impaginazione chiara e curata? Ho riletto il CV e corretto ogni imperfezione?

Le domande da porsi sono naturalmente tante e molte sono le domande “figlie” delle prime. E’ importante ricordare che il CV non è un documento che “deve essere fatto”, ma è il Documento, con la “D maiuscola” che presenta e propone me stesso sul mercato del lavoro. È il “biglietto da visita” della mia professionalità.
Scrivere un buon CV è un lavoro impegnativo che rende necessario “usare la testa” e quindi pensare ponendosi tante domande e verificando più volte che tutto sia, non fatto bene, ma perfetto.

A cura di Antonio Messina, Presidente ed Executive Trainer & ConsultantHara Risorse Umane

 

 

 

 

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