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Scopri il tuo talento

Scritto da InfoJobs
Cosa significa avere talento?

Avere ingegno e capacità per adattare il proprio processo produttivo all’esigenza del mercato, può essere una prima risposta.
In questo momento ad esempio imprenditori di aziende di tutto il mondo stanno modificando il loro impianto industriale per renderlo adatto alla produzione di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale, ampliando l’originario focus per creare prodotti quasi biomedicali.
Essere veri talenti presuppone infatti anche una certa dose di coraggio per mettersi in gioco, per uscire dalla zona di comfort.
Avere un talento è quindi un dono ma presuppone costanza, tempo, perseveranza e tanta passione.

Il talento è una cosa preziosa e come ogni cosa preziosa, va coltivato.

Non basta avere dei talenti ma bisogna allenarli, stimolarli e svilupparli.
L’analogia con il mondo sportivo è spiegata chiaramente da Larry Bird, uno dei migliori tiratori NBA: “Un vincitore è solitamente colui che riconosce i suoi talenti naturali, lavora sodo per svilupparli in capacità, ed usa queste capacità per raggiungere i suoi obiettivi.”
ll talento viene alla luce in famiglia talvolta a scuola, ma può emergere anche successivamente.
È come un piccolo germoglio che se trova il giusto terreno, curato, annaffiato e protetto dal freddo germina e cresce.

Quali sono i talenti più ricercati dalle aziende?

Il vero talento oggi sta anche proprio nell’essere capaci di rimodellare continuamente le proprie attitudini in un contesto che muta rapidissimamente nei bisogni, nelle necessità, nei valori, nelle priorità.
Oggi le aziende cercano talenti da inserire nelle loro realtà, cercano persone in grado di condividere la loro mission, di vivere con passione e dedizione i valori aziendali e con social responsability.

Alla luce di ciò se sei un neodiplomato o neolaureato, ancora senza un bagaglio di esperienza professionale, valorizza qualsiasi attività lavorativa o di volontariato tu abbia svolto perché i recruiter le sapranno codificare come soft skill.

Per far questo, guardati dentro e scopri qual è il tuo talento nascosto.

Photo by Papaver rhoeas on Unsplash

11 Commenti

  • Bellissime parole, oneste e senza dubbio molto giuste, che dovrebbero essere considerate come un mantra non solo per potenziali candidati, ma anche per i HR, gli headhunters, le aziende che si occupano di dare valore alle persone, indipendentemente dal proprio percorso e storia professionale. Allora io non mi spiego il perché, da persona che ama le sfide, mostra e valuta il proprio talento e senso di responsabilità, dato che sono ritornata in Italia dopo venti anni all’estero, in quasi tre anni e centinaia di cv inviati mi è stato offerta l’opportunità di UN colloquio dopo 1 anno dalla sua ricezione. Non ho mai ricevuto una mail di ringraziamento, mai una mail di feedback anche negativo, mai una richiesta di informazioni più dettagliate riguardo la mia esperienza.
    Da un lato si deve cavalcare l’onda dell’accettazione delle sfide perché si mostra determinazione e stamina, si deve mostrare la creatività, la curiosità, l’empatia, solo per nominare alcune soft skills, e queste si formano grazie all’esperienza vissuta nella propria vita sia professionale che privata. Queste attitudini quasi si ‘pretendono’ per essere accettato/a nella società attuale. Ma quando poi si mostrano e si applicano, si viene paradossalmente e automaticamente ignorati.

  • Buongiorno, sono un ragazzo di 31 anni in cerca di lavoro. Ho una grande voglia di imparare e soprattutto di lavorare, grazie a quest’ultima sono riuscito a cimentarmi più volte in campi totalmente differenti tra loro.
    Sono una persona umile, sempre predisposta al dialogo e ad ascoltare i consigli. Mi piace lavorare a contatto con il pubblico e far squadra con i miei colleghi così da creare un ambiente lavorativo positivo.
    Sono automunito quindi non ho problemi per quanto riguarda gli spostamenti. Spero di risentirla, buona giornata.

  • condivido pienamente il cambiamento continuo di noi stessi, delle nostre attitudini, capacità, predisposizioni, in quanto il lavoro stesso è in continuo mutamento.
    Mai fossilizzarsi e fermarsi andando solo in una direzione.

  • Io, ho talento nella ristorazione, sono un cuoco che mi sono fatto con la mia esperienza, non possiedo un diploma alberghiero, nonostante me la cavo in cucina. Il mondo è aperto ad altri orizzonti che non si addice al mio profilo; in alternativa mi sono incrementato nel ruolo di carrelista magazziniere. Comunque esperienza vuole dire conoscenza!, che in Italia non c’è; almeno che tu non abbia la capacità e il denaro per fronteggiare corsi di aggiornamento. Quindi alla fine chi fa da se, fa per tre.

  • Tutta quella cosa, pensa, parola e lavoro, che crei perfettamente in tempo perfetto o straordinario in qualsiasi campo, è un talento.

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