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Sorrisi e benessere, un circolo virtuoso

Scritto da InfoJobs

Il sorriso, come tutti gli effetti degli stati d’animo legati al benessere, ha diversi effetti positivi non solo sulla salute ma anche sulle relazioni sociali.
Quando queste emozioni si manifestano anche nell’ambiente lavorativo, tutti ne beneficiano in termini di collaborazione e produttività.

Da un lato, l’azienda dovrebbe impegnarsi a creare un ambiente di lavoro piacevole e armonioso e dotare l’ufficio o il posto di lavoro di tutto il necessario per creare un ambiente accogliente e familiare.

Il dipendente, dal canto suo, deve lavorare su se stesso e sulle proprie attitudini: un costante stato di insoddisfazione sul posto di lavoro non è infatti sempre imputabile a mancanze dell’azienda o ai colleghi, ma può essere dovuto a un’insoddisfazione più estesa e generale.

Ma perché ridere fa cosi bene? 

È un antidolorifico naturale: il cervello rilascia endorfine che riducono il malessere. Protegge cuore e arterie, grazie all’azione della dopamina sui vasi sanguigni. Diminuisce lo stress e permette di avere un approccio migliore alla vita.

Ma anche da un punto di vista puramente lavorativo, sorridere contribuisce a migliorare la collaborazione, la produttività e le relazioni sociali, permette di rompere il ghiaccio e di superare l’imbarazzo, di rimediare con nonchalance agli errori e regala un’immagine sicura e vincente.

Certo, l’azienda può fare molto per creare un clima positivo tra i suoi dipendenti, promuovendo valori aziendali basati sulla collaborazione e scoraggiando determinati tipi di comportamenti, favorendo la nascita di una cultura di team.
Il dipendente sarà così stimolato a porsi in modo positivo con i propri colleghi: è una questione di sinergia, di contatto tra politiche aziendali e disposizioni individuali.

Ma non dimentichiamo che il sorriso è anche lo specchio di un ambiente sano, stimolante, confortevole e collaborativo. E, sempre più spesso, di aziende che si affermano sul mercato.

A cura della redazione di MioDottore

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