La busta paga

La geografia delle retribuzioni

Luogo che vai, stipendi che trovi. La domanda e l’offerta sono i fattori determinanti nel fissare il “prezzo” del lavoro, cioè la retribuzione. E poiché esso varia in funzione del tessuto economico-produttivo, dei livelli occupazionali e del costo della vita, gli stipendi sono giocoforza destinati a differenziarsi su base territoriale.

I divari territoriali sono sempre stati radicati nelle differenze economiche e sociali che, storicamente, dividono il Paese in due parti. Il dibattito economico che prova a spiegare questo fenomeno è particolarmente complesso; tuttavia, è possibile identificare alcuni fattori fondamentali nella dinamica dei salari nominali, che aiutano a spiegare meglio come tali gap si determinano:

  • Il tessuto imprenditoriale, che nel Nord è diverso da quello del Sud: il Nord è un mercato più ricco di aziende, non solo nelle città metropolitane ma anche nelle province; è inoltre più diffusa la presenza di aziende di grandi dimensioni o realtà multinazionali. Infine, nelle regioni del Nord è più facile accedere al credito, oltre ad essere presenti in maggiore quantità aziende appartenenti a settori ad alto contenuto tecnologico. Le imprese del Nord sono così in grado di offrire in media stipendi più alti.
  • La partecipazione al mercato del lavoro, che fa la differenza: più alti tassi di disoccupazione diminuiscono il potere contrattuale dei lavoratori, che saranno disposti ad accettare salari più bassi per paura di rimanere in uno status di disoccupazione.
  • L’illegalità sulla contrattazione. Al Sud vi è una maggiore concentrazione di violazione dei minimi tabellari dei CCNL, sottopagando di fatto i lavoratori. Contemporaneamente, è più diffuso l’utilizzo di forme irregolari di contrattazione e, dulcis in fundo, la rappresentanza del CCNL è minore.
  • Il costo della vita, il cui ago della bilancia non è chiaro da che parte tenda. La densità abitativa maggiormente diffusa al Nord influisce nel livello dei prezzi (si pensi, ad esempio, ad una casa a Milano); allo stesso modo però, le differenze di quantità e qualità dei servizi e delle infrastrutture inficiano la qualità della vita al Sud. Il mercato però, fino ad oggi, ha decretato che al Sud la vita costi meno.

In questo senso, è facile immaginarsi il motivo per il quale le regioni e le province italiane rappresentano altrettanti “mercati retributivi”, e i lavoratori sono molto sensibili a questo tipo di dinamica nel momento in cui vogliono ricollocarsi nel mercato.

Iniziando con una vista circoscrizionale, fra Nord e Sud e Isole vi è un differenziale di circa 3.800 € in termini di RAL e di circa 4.500 € in termini di RGA. Tra Nord e Centro, invece, il differenziale non arriva a 1.000 € di RAL e si attesta a circa 1.300 € di RGA.

RAL 2021   RGA 2021
Nord 30.265 31.164
Centro 29.364 29.824
Sud e Isole  26.449 26.657

 

Fonte: JobPricing

Continuando nel dettaglio, da un punto di vista regionale, non sorprende vedere la Lombardia al primo posto per retribuzione media annua, con 31.553 euro, il Lazio del Centro con 30.304 e l’Abruzzo nel Sud e Isole con una RAL di 27.615. Calabria e Basilicata sono le ultime in classifica e registrano salari medi inferiori a 26mila euro.

Come era lecito aspettarsi, le regioni del Nord Italia sono ai primi posti della classifica, con l’eccezione del Lazio che, grazie alla presenza della Capitale e del suo tessuto imprenditoriale, si posiziona al 3° posto della graduatoria.

RAL 2021   RGA 2021
Lombardia 31.553 € 32.191 €
Trentino-Alto Adige    31.001 € 31.501 €
Lazio 30.304 € 31.016 €
Liguria 30.223 € 30.620 €
Emilia-Romagna 29.757 € 30.276 €
Piemonte 29.734 € 30.273 €
Valle d’Aosta 29.624 € 30.193 €
Friuli-Venezia Giulia 29.485 € 29.978 €
Veneto 29.153 € 29.576 €
Toscana 28.437 € 28.804 €
Abruzzo 27.615 € 27.768 €
Marche 27.447 € 27.687 €
Umbria 27.272 € 27.613 €
Campania 26.751 € 27.015 €
Molise 26.344 € 26.524 €
Sardegna 26.127 € 26.486 €
Sicilia 26.124 € 26.205 €
Puglia 26.075 € 26.618 €
Calabria 25.438 € 25.698 €
Basilicata 24.956 € 25.317 €

 

Fonte: JobPricing

Entrando infine del dettaglio provinciale, Milano non può che risultare la provincia con lo stipendio medio più elevato, con 35.724 € lordi annui (considerando la RGA, ossia la retribuzione fissa + la retribuzione variabile percepita), mentre il fanalino di coda è la provincia di Ragusa, con una RGA media di 23.525 €.

Roma si posiziona al 4° posto della graduatoria, preceduta anche da Trieste e Bolzano, ma si può notare come nei primi 15 posti si trovano ben 5 province dell’Emilia-Romagna. La parte bassa della graduatoria invece presenta quasi esclusivamente province del Sud, tra cui tutte le province sarde ad eccezione di Cagliari e diverse province siciliane, pugliesi e calabresi.

TOP 15 RGA 2021   LAST 15 RGA 2021
Milano 35.724 € Cosenza 25.875 €
Trieste 33.521 € Trapani 25.851 €
Bolzano 33.285 € Messina 25.815 €
Roma 32.157 € Oristano 25.810 €
Genova 32.147 € Sud Sardegna   25.799 €
Parma 31.664 € Fermo 25.640 €
Torino 31.449 € Agrigento 25.570 €
Monza Brianza    31.376 € Lecce 25.558 €
Varese 31.351 € Rieti 25.329 €
Bologna 31.342 € Taranto 25.274 €
Piacenza 31.186 € Matera 25.272 €
Reggio Emilia 30.714 € Nuoro 24.916 €
Modena 30.636 € Sassari 24.766 €
Como 30.418 € Crotone 24.684 €
Trento 30.395 € Ragusa 23.525 €

 

Fonte: JobPricing

Per la classifica completa delle 107 province italiane è possibile consultare il Geography Index 2022 di JobPricing.

In conclusione, il territorio sede di un’azienda è uno degli elementi che maggiormente determinano il livello retributivo: sulla base di ciò i lavoratori sono consapevoli che per guadagnare di più, può essere necessario spostarsi dalla propria abitazione per questioni lavorative, o addirittura spostarsi per vivere in un territorio dove esiste una maggiore opportunità di collocarsi, una maggiore competitività e, conseguentemente, arrivare ad uno stipendio più elevato.

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