Il colloquio

5 dritte per essere incisivi

Scritto da InfoJobs

Non è semplice  riuscire a ottenere un colloquio di lavoro e quando si ha una preziosa opportunità è un peccato sprecarla.
Eppure, nella mia esperienza in azienda e come consulente di Ricerca & Selezione, nei tanti colloqui svolti, ho visto e continuo a vedere cose che, come sosteneva il replicante del mitico film, “voi umani non potete nemmeno immaginare”!

Voglio darvi alcuni suggerimenti, spero un po’ diversi dai soliti utili spunti che girano su Internet, come: arrivare puntuali, leggere il sito dell’azienda, stretta di mano forte ma non troppo, vestito dignitoso, non parlare di soldi al primo colloquio, i punti di forza e le aree di miglioramento, non fate tremare la gamba sotto il tavolo, ecc….

Ecco i miei cinque consigli, frutto dell’esperienza:

  • La stretta di mano. Ebbene sì, vi parlo anch’io della stretta di mano, ma vi dico una cosa fondamentale. La stretta di mano va data guardando l’intervistatore negli occhi e, possibilmente, con un leggero sorriso di apertura e simpatia verso l’altro. Se non guardate l’interlocutore negli occhi rischiate di trasmettere un messaggio di insicurezza, a livello personale o rispetto al ruolo.E questo vale sia all’inizio che alla fine del colloquio.
  • Le domande. Ponete domande pertinenti con quello di cui state parlando durante il colloquio. Se l’intervistatore vi ha descritto il ruolo, l’azienda o il progetto, ponete domande che approfondiscano quei contenuti. Cercate di capire meglio l’obiettivo, le ragioni, le insidie, le opportunità. Usate le domande per scavare, per analizzare, per far capire che sapete andare alla radice del problema. Evitate invece quelle domande per le quali se vai sulla Home page dell’azienda puoi trovare tutte le risposte.
  • “Come continua il processo di selezione?”. E’ una domanda “scontata”. Ponetela, ma come ultima. Prima fate almeno 5-10 domande “intelligenti”, vale a dire relative al punto 2). Se vi limitate a porre solo questa domanda – cosa che fa la maggior parte  dei candidati – trasmettete la sensazione che non vi interessi il ruolo, il progetto, l’azienda, ma che siete concentrati solo sull’obiettivo di trovare un lavoro o lasciare l’azienda dove state lavorando.
  • Raccontate che cosa avete imparato. Non limitatevi a descrivere le attività e le responsabilità ricoperte nelle esperienze precedenti, ma sottolineate sempre che cosa avete imparato, che cosa vi siete “portati a casa” da quell’esperienza, le competenze che avete allenato. Le aziende non cercano persone che hanno svolto attività, ma persone che hanno fatto esperienza e che hanno appreso competenze da quella determinata esperienza che possano servire nel nuovo lavoro.  E se siete alla ricerca del vostro primo lavoro, fatelo raccontando gli studi intrapresi o le esperienze di vita vissute. Sottolineate sempre che cosa avete imparato da quel viaggio-studio, che competenze avete allenato durante quel lavoro estivo oppure nello svolgere quel determinato sport.
  • Raccontate i risultati che avete ottenuto. Ancora, non limitatevi – come fa la maggior parte dei candidati – a descrivere le attività e le responsabilità ricoperte nelle esperienze precedenti, ma sottolineate i risultati concreti ottenuti. Quando parlo di “risultati concreti” mi riferisco a numeri: fatturato, numero clienti contattati, percentuale di nuovo business sviluppato, numero di persone coordinate, numero di clienti serviti, tempi di implementazione del progetto, ecc. Ogni volta che parlate di una attività e la rafforzate evidenziando i risultati ottenuti trasmettete concretezza e affidabilità.

Sono certo che, se mettete in atto questi cinque consigli  al prossimo colloquio riuscirete a fare la differenza.

A cura di Antonio  Messina, Presidente ed Executive Trainer & Consultant Hara Risorse Umane

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