Il colloquio

Cosa non sopporti in un selezionatore?

Scritto da InfoJobs

Durante il colloquio, quali sono le caratteristiche o gli atteggiamenti di un selezionatore che ti mandano in tilt? Ecco la vostra blacklist:

1. L’evasivo: il 43% non sopporta chi dà poche informazioni sull’azienda ed è poco chiaro sul tipo di posizione ricercata
2. L’arrogante:
essere guardati con aria di superiorità irrita il 40% dei candidati
3. Lo sfacciato: una delle cose più demotivanti è sicuramente fare il colloquio con un selezionatore che guarda il cellulare (35%)
4. La maschera: risulta fastidioso per il  (27%) sia chi fa facce strane che chi rimane totalmente inespressivo
5. L’impreparato:
non si ricorda nulla del tuo cv, anzi sembra proprio non averlo letto mai letto (26%)
5. Lo sfuggente: non è in grado di rispondere alle tue domande sulla posizione che andrà a ricoprire (26%)
7. Il ritardatario: il 22% giudica intollerabile presentarsi in ritardo al colloquio
8. Il curioso:
meno gravi (14%) le domande sugli interessi extra lavorativi o legati alla sfera personale

Atteggiamento di superiorità dei selezionatori

*indagine condotta a settembre 2018 intervistando 170 aziende e 4.700 candidati iscritti su InfoJobs su tutto il territorio nazionale
Scopri la black list dei selezionatori

 

2 Commenti

  • Riporto pari pari un post di un HR su lunedì
    “Gli Italiani odiano gli HR. Più aumenta la mia visibilità su LinkedIn e più ricevo messaggi aggressivi rivolti a un generico “voi HR”, accusati di essere meschini, ignoranti e arroganti. Purtroppo, spesso, a ragione. Nel resto del mondo, la carriera di un HR comincia solitamente nell’amministrativo, si allarga alla gestione operativa e poi o si specializza nella formazione o prende la strada del generalista, dove si occuperà di comportamenti organizzativi (strategia, sviluppo, gestione dei talenti ecc).Le persone che si dedicano esclusivamente alla selezione sono di solito professionisti maturi o in fine carriera. Gente tosta. In Italia, invece, la carriera dell’HR comincia come stagista in una società di selezione. E continua così per un paio di anni di precariato. Poi, per un fenomeno oscuro, questi ragazzi vengono assunti in azienda e da lì, miracolosamente, diventano HR Business Partner, o HR Manager. Ora, capiamoci: il lavoro del recruiter d’agenzia è simile a quello del venditore d’auto; l’obiettivo è di riempire un posto vacante e di incassare la commissione. Questi poveracci vengono gettati in pasto a candidati affamati di lavoro e, per sopravvivere, sono obbligati a imparare in fretta una specie di legge della giungla. Le risorse disumane nascono così.

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