I contratti e diritti

Bonus 200 euro ai lavoratori: a chi è rivolto e come funziona

Questo mese tanti lavoratori italiani percepiranno un’indennità, che sarà una tantum da 200 euro, pensata per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie in un periodo caratterizzato da inflazione e aumento dei prezzi.

Il bonus sarà esentasse e non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef né per i lavoratori dipendenti e pensionati, né per le partite Iva, né per tutti gli altri soggetti beneficiari.

Ma vediamo nel dettaglio a chi spetta, quali sono i requisiti, quali le categorie di lavoratori interessati.

A chi spetta il bonus 200 euro

Sono numerose le categorie di lavoratori subordinati, parasubordinati e percettori di indennità di sostegno al reddito che hanno diritto a ricevere l’indennità una tantum di importo pari a 200 euro introdotta dal decreto Aiuti.

In generale, sono interessati tutti coloro che, residenti in Italia, hanno un reddito inferiore ai 35mila euro annui e sono titolari di un contratto di lavoro o di un trattamento pensionistico da previdenza obbligatoria.

Una platea ampia, stimata in circa 31 milioni di persone. I tempi però non sono uguali per tutti: alcuni lavoratori lo riceveranno a luglio, altri dovranno aspettare fino a ottobre.

Le modalità di richiesta ed erogazione, inoltre, sono diverse a seconda della categoria di appartenenza.

La misura spetta anche ai pensionati e a chi percepisce disoccupazione attraverso Naspi.

Possono ricevere il bonus anche i lavoratori occasionali che abbiano versato almeno un contributo mensile nel 2021 e anche gli autonomi, sia con partita IVA che senza, iscritti alle gestioni previdenziali INPS. Inclusi anche i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e i professionisti iscritti alle Casse.

Bonus 200 euro, a chi arriva in automatico e chi deve fare domanda

Ci sono alcuni casi in cui l’erogazione avviene in automatico da parte dell’INPS o del datore di lavoro, altri che invece richiedono la presentazione di una domanda da parte dell’avente diritto.

I lavoratori dipendenti, infatti, sono da dividere in due categorie: chi opera nel privato dovrà presentare un’autodichiarazione, compilata e firmata, dove si conferma di avere i requisiti necessari e di non ricevere l’incentivo due volte (ad esempio, nel caso si abbiano due rapporti di lavoro o si abbia in famiglia un percettore di Reddito di Cittadinanza). Molte aziende hanno già distribuito ai propri lavoratori il documento nel mese di giugno, in modo da erogare l’incentivo con la busta paga di luglio.

Invece, i dipendenti del settore pubblico, i pensionati e i disoccupati lo riceveranno in maniera automatica, in quanto i loro dati sono già inseriti nei sistemi di Inps e Mef.

Per quanto riguarda i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali obbligatorie INPS, non sono stati forniti ancora i dettagli sulle modalità di erogazione.

Come fare domanda ed entro quando

L’INPS ha fornito tutte le istruzioni per fare domanda: sul suo sito dal 20 giugno 2022 è possibile presentare la domanda per tutte le categorie di lavoratori per cui è necessario presentare richiesta.

Si tratta dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, degli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, degli autonomi occasionali, dei lavoratori domestici, dei lavoratori stagionali a tempo determinato e intermittenti (compresi i lavoratori del settore agricolo) e gli incaricati alle vendite a domicilio.

La scadenza da rispettare è quella del 31 ottobre 2022, a eccezione che per i lavoratori domestici: per loro il termine scade il 30 settembre 2022.

Le categorie di lavoratori esclusi

Sono esclusi i lavoratori con redditi sopra i 35mila euro annui, stagisti e tirocinanti, oltre ai titolari di contratti di collaborazione sportiva. Non avranno diritto al bonus anche i lavoratori precari, gli agricoli, i lavoratori dello spettacolo che abbiano meno di cinquanta giornate lavorate nel 2021,i dipendenti che non risultano attivi nel mese di luglio 2022, né i disoccupati senza sussidio Naspi.

Anche gli assunti a fine giugno 2022 non prenderanno i 200 euro, né i lavoratori con contratto terminato a fine giugno.

I collaboratori domestici e i collaboratori coordinati e continuativi hanno diritto al bonus 200 euro se già assunti alla data del 18 maggio 2022 (senza necessariamente che il contratto debba essere ancora attivo a luglio).

 

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