La laurea paga e appaga?

La laurea paga e appaga?

Come evitare le insidie nella scelta dell'Università.

3 Ott, 2016
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Nel panorama dell’offerta formativa post diploma, l’Università la fa da padrona: oltre il 50% dei neodiplomati si iscrive ogni anno a un corso di laurea triennale.
Ormai da una quindicina d’anni l’Italia si è allineata al sistema europeo della laurea di primo livello e della laurea specialistica biennale per evitare i numerosi abbandoni, i fuori corso e permettere ai giovani di entrare prima e meglio nel mercato del lavoro con un titolo professionalizzante, come accade da più tempo ai colleghi europei.
I risultati sono discreti: se da una parte sono diminuiti gli studenti fuori corso, si registra una proliferazione di corsi di laurea non sempre all’altezza della situazione. E se il numero dei laureati triennali innalza la percentuale di giovani della penisola con un titolo universitario (una delle più basse d’Europa), il numero degli ingressi nelle aziende dei laureati soprattutto triennali rimane basso, anche se in aumento.
Senza contare che un numero considerevole di studenti preferiscono ancora continuare a studiare e che la maggior parte delle aziende preferiscono gli studenti che abbiano compiuto il percorso completo di laurea magistrale, considerando il 3 (triennale) e il 2 (due anni di specialistica) con in mezzo un “+” anziché una “e”.
 
Negli anni ’90 gli studenti lavoratori erano ancora di più, il 54%. Poi con la Riforma dell’Università nel decennio 2000-2010 sono aumentate le ore di lezione, costringendo tanti ragazzi a rinunciare anche a quei lavori saltuari che, comunque, garantivano un certo grado di autonomia.
L’introduzione del sistema dei Crediti Formativi Universitari (CFU), unità di misura dello studio e dell’impegno per lezioni, seminari ecc. da inserire per raggiungere la laurea, permette grande flessibilità nel piano di studi e nei passaggi tra i corsi e atenei, ma costringe a una presenza più assidua in università e a seguire con più costanza le attività previste dai corsi. Si trascorrono mediamente 40 ore settimanali tra lezioni e studio (come un normale lavoro!) e rimane ben poco tempo per lavorare (6 ore settimanali).

Le medie di profitto risultano alte nelle discipline umanistiche e più basse in quelle scientifiche. Le imprese guardano con attenzione ai migliori laureati in economia, ingegneria, medicina più di quanto facciano, ad esempio, con quelli scienze dell’informazione, lettere, psicologia. E molto spesso i primi sono contesi, visto il loro numero esiguo.
 
Si sono moltiplicate le sedi universitarie al punto che quasi tutti possono frequentare un ateneo a pochi passi da casa. La qualità non è uniforme, come i servizi per gli studenti e la possibilità di trovare un lavoro al termine del percorso di studi. Alcuni corsi sono a “numero chiuso” e prevedono dei test attitudinali d’accesso selettivi che si svolgono già a partire dai primi mesi dell’anno solare nel quale ti diplomi. Concorrono alla determinazione del punteggio d’ammissione la media del triennio superiore, il voto di maturità e l’esito del test che generalmente non si basa sulla conoscenza della disciplina del corso di laurea prescelto, ma verifica le conoscenze di base in tutte le discipline scolastiche e le abilità logiche e matematiche.

Scegliere la via dell’università oggi non è facile e nasconde non poche insidie.
  • Informati, fatti guidare da persone esperte (i tuoi prof, gli orientatori) ed evita di scegliere in base a motivi casuali (ci vanno i miei amici), funzionali e utilitaristici e di comodità (promesse di facili carriere e guadagni o di atenei a portata di mano e di tasca). 
  • Tieni in buona considerazione i consigli dei tuoi familiari, ma soprattutto scegli in base a quello che ti piace studiare e che ti realizza, consapevole delle conseguenze della tua scelta e delle possibilità lavorative ad essa collegate.
  • Affronta gli esami nei tempi e nei modi previsti, senza scorciatoie o tempi biblici e compi il tuo percorso con il rigore e la serietà che mettono i campioni dello sport o della musica per raggiungere i propri obiettivi. Negli esami e negli obiettivi, comportati come Pippo Inzaghi che alla domanda: “Qual è il gol più bello che hai segnato?" rispose “Il prossimo!”.
  • Tra le opportunità che affiancano la formazione di livello universitario ricorda anche il “Sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica” di cui fanno parte le Accademie di Belle Arti, i Conservatori di musica e diversi Istituti e Scuole Superiori post diploma, insieme alle Accademie militari: queste scuole rilasciano titoli equipollenti ai titoli di studio universitari. Per frequentare questi percorsi è necessario possedere alcuni prerequisiti di indirizzo.

In collaborazione con Actl Sportello Stage - sportellostage.it

 

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