La crescita personale

Studiare paga (ancora?)

Ogni anno, si ripresenta una grande questione per tanti giovani: andare all’università è una scelta che ripagherà nel tempo? La stessa domanda coinvolge anche tanti lavoratori che, per un motivo o per l’altro, hanno abbandonato gli studi in passato e si interpellano sul riprenderli.

Proviamo a rispondere.

Quanto vale l’istruzione?

Prima di ogni altra cosa, è bene sottolineare che studiare ripaga non solo in termini di retribuzione, ma anche di occupazione. I dati Istat ci dicono che nel 2020, a fronte di un tasso di occupazione medio nazionale del 58%, solo tra chi possiede un titolo inferiore al diploma si sono registrati tassi più bassi della media nazionale.

Grazie al contributo dei nostri utenti su Stipendiogiusto.it (la piattaforma che orienta i lavoratori nel complesso mondo delle retribuzioni), possiamo affermare che le retribuzioni seguono la stessa tendenza: i salari medi, tra i diversi livelli di istruzione, superano la media nazionale, che si attesta a 29.222 euro per il 2020, solo tra coloro che hanno almeno il diploma.

Inoltre, il grande salto retributivo si verifica dal Master di I livello in poi. Ciò significa che è importante portare a termine un percorso di specializzazione dopo la laurea triennale, sia con un Master di I livello che con una Laurea Magistrale, per poter apprezzare maggiormente il rendimento retributivo dell’investimento in istruzione.

RAL media per livello di istruzione, anno 2020

Livello di istruzione RAL 2020
Scuola dell’obbligo 25.374
Diploma di scuola professionale 26.375
Diploma di media superiore 29.761
Laurea triennale 29.671
Master di I livello 41.088
Laurea magistrale 41.930
Master di II livello 47.753
Dottorato di ricerca 47.607
Media Nazionale 29.222

 

Fonte: University Report 2021, Osservatorio JobPricing

 

Perché chi è più istruito è anche più pagato?

Un titolo di studio più alto permette di accedere a professioni più qualificate e, di conseguenza, più remunerative. Ad esempio, se si è laureati è più probabile che, dopo aver maturato diverse esperienze lavorative, si arrivi a diventare un manager d’azienda. Infatti, la maggioranza dei dirigenti e dei quadri è laureato.

 

Percentuale di laureati e non laureati per inquadramento contrattuale nel settore privato, anno 2020

  DIRIGENTI QUADRI IMPIEGATI OPERAI
Non laureati 39% 42% 74% 97%
Laureati 61% 58% 26% 3%

 

Fonte: University Report 2021, Osservatorio JobPricing

 

Tuttavia, è bene sottolineare che il vantaggio offerto dalla laurea non si presenta nell’istante in cui si inizia a lavorare, ma con lo sviluppo della carriera. 

Ad esempio, non sarà strano avere una crescita retributiva più veloce rispetto ad altri colleghi che, senza lo stesso titolo di studio, hanno dovuto accumulare più anni di esperienza per vedere lo stesso livello retributivo. Analizzando i dati per classi di età, si osserva come nei primi anni di lavoro la differenza sia piuttosto contenuta. Superati i 35 anni, però, la differenza diventa estremamente più evidente. Alla fine della carriera, un laureato, in media, guadagna circa l’89% in più di un non laureato.

 

RAL media per livello di istruzione e classi di età, anno 2020

  15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55 anni o più
Non laureati € 23.232 € 24.732 € 26.874 € 29.052 € 31.037
Laureati € 25.558 € 29.933 € 37.760 € 47.670 € 58.679
Differenza % 10% 21% 41% 64% 89%

 

Fonte: University Report 2021, Osservatorio JobPricing 

 

La differenza salariale, dunque, sta tutta nel percorso di carriera. Non sarà il possesso del titolo in sé a garantire un maggiore reddito da lavoro, ma il percorso lavorativo che uno compie.

Per dirla in altre parole, il titolo di studio fornisce un bagaglio di competenze che permetterà di avere più occasioni di sviluppare una carriera più stabile e remunerativa, ma anche di essere capace di stare al passo con l’innovazione e la formazione continua, così da non rischiare che le proprie competenze diventino obsolete troppo in fretta. 

Per quanto possa sembrare che sia più conveniente prendere un diploma e andare a lavorare, perché “prima si inizia a lavorare, prima si inizia a guadagnare”, è bene sempre ricordarsi che gli interessi dell’investimento si vedranno nel tempo. I dati, come abbiamo visto, confermano che gli sforzi impiegati nello studio vengono ripagati nel tempo e che i laureati, nel corso della loro carriera, guadagneranno più dei non laureati.

È chiaro che le opportunità sono diverse per ogni lavoratore e che non tutti i percorsi assicurano gli stessi livelli di retribuzione. Tuttavia, in un mondo in cui il progresso tecnico e digitale corre alla velocità della luce, è fondamentale armarsi di tutte le competenze possibili per riuscire a stargli dietro e il primo passo per poterlo fare è sicuramente quello di investire in istruzione.

 

La risposta alla domanda iniziale, dunque, è: Sì, studiare conviene e non poco!

Che aspetti quindi? Cerca l’offerta giusta per te!

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