Lavoro e passione, un intreccio di capacità

Lavoro e passione, un intreccio di capacità

Parola alla Coach Luciana De Laurentiis.

1 Giu, 2017
965 views

Un binomio inscindibile ma non semplice. Ne parliamo con Luciana De Laurentiis, Formatore e Coach, che a questo tema ha dedicato lo scorso novembre il suo talk al Tedx Trento, l'appuntamento annuale nel quale si promuove l’Innovazione Sociale attraverso la diffusione di idee e esperienze positive.

Se tutti riuscissimo a fare delle nostre passioni personali il nostro lavoro, avremmo senza dubbio risolto molti degli attuali problemi. Ma non è sempre possibile far sì che il nostro hobby o un nostro forte interesse personale si trasformino in un vero e proprio lavoro. E allora, come far sì che comunque le passioni personali e il lavoro di ciascuno trovino un punto d’incontro? E soprattutto perché farlo?
Perché la connessione consapevole tra questi due aspetti del nostro quotidiano può arricchire le nostre vite.

Perché vivere pensando che il lavoro debba finire per potersi dedicare alla vita vera non è di aiuto agli esseri umani.

Cosa accade quando invece passione e lavoro si toccano, si incrociano consapevolmente?

Che le capacità che alleniamo nel vivere le nostre passioni personali e le attività extra-lavorative lasciano tracce precise anche nel nostro modo di agire al lavoro. Purché ne siamo consapevoli.

Quando leggiamo sui social network frasi come questa postata da Linus ”La corsa mi ha insegnato a non avere paura di niente. Nei momenti di difficoltà al lavoro, mi basta ricordarmi che sono un maratoneta, per sentirmi più forte” ci accorgiamo che questo intreccio di capacità non è solo degli sportivi o delle persone di successo, ma può valere per chiunque tra noi.

Il grande vantaggio di noi esseri umani sta nella flessibilità cerebrale, la capacità di apprendere e di interpretare il contesto che ci circonda, usando ciò che sappiamo fare per migliorare noi stessi e il contesto, allacciando connessioni e intrecciando competenze.

Quanto è importante esserne consapevoli?
La consapevolezza è la vera chiave.

Una recente intervista de “La Repubblica” a Renata Duretti, responsabile delle Risorse Umane in IKEA, comincia così “L'arte del coaching l'ha imparata presto, allenando durante gli studi piccole squadre del nuoto sincronizzato, lo sport che ha praticato a livello agonistico a vent'anni fino a far parte della nazionale italiana. Ora, quello che Renata Duretti definisce il suo "learning più importante" è diventato il viatico nel lavoro di tutti i giorni.
I learning, gli apprendimenti che arrivano dalle passioni della nostra vita personale possono esserci utili in qualsiasi attività lavorativa, purché siamo noi a permetterlo, a volerlo.

E non si tratta solo di sport.

Ne è un esempio Riccarda Zezza, che è partita dal presupposto che usare le competenze che si sviluppano nel diventare genitori sia un plus, un vantaggio distintivo da applicare al lavoro. Riccarda da questa convinzione ha creato un libro, un master, MaamU, un modo di interpretare il suo ruolo di imprenditrice. Convincendo le donne, le aziende, la società che portare sul lavoro le competenze necessarie alla cura e cioé autorevolezza, intensità di relazione, investimento continuo sull’altro, capacità di ascolto, strategie motivazionali aumenterebbe l’empatia, le capacità di relazione e di delega. Il gruppo diventa così più forte e coeso: in sintesi, più efficace.

Possiamo dunque tutti recuperare ciò che ci insegna il teatro o la corsa, la cucina o il volontariato e usarlo al lavoro, qualunque lavoro facciamo.

E’ il fenomeno delle matching skills, capacità che si combinano, che si incrociano e si contaminano positivamente.
Esiste anche un incrocio al contrario. E’ evidente infatti che anche ciò che sappiamo fare bene al lavoro spesso determina miglioramenti ed usi incrociati nelle proprie passioni personali.

Avere un hobby, una passione, un interesse ci rende più umani e più professionisti al tempo stesso. Perché vivere più dimensioni, più esperienze e incrociarle, ci rende più “ricchi”. Purché di quella ricchezza siamo consapevoli.

E se non si trova la connessione?
Può capitare. Io stessa, nello studiare questo fenomeno, all’inizio mi sono chiesta se davvero avessi una passione o attività personale a cui attingere. E ho scoperto che sì, tutti abbiamo qualcosa che ci riesce molto bene o che ci appassiona al punto da sviluppare nuove capacità.
Spesso non si tratta di mancanza di connessione, ma di mancanza di consapevolezza. Trovare la connessione è anche una questione di impegno. Perché impegnarsi in questo incrocio? Perché anche le ricerche confermano oggi gli effetti positivi che il rivestire più ruoli può generare: è questa l’evoluzione del work-life balance. Il limite del work-life balance sta nel pensare che bisogna rinunciare a qualcosa per far star dentro tutto.

Il punto è concentrarsi sulle aggiunte come arricchimento, vivere e la passione e il lavoro, intrecciandone le competenze e non viverle come alternative. La stessa situazione può cioè essere vissuta e percepita come in conflitto oppure come arricchimento.

Quale atteggiamento preferire? Io non ho dubbi.

a cura di Luciana De Laurentiis - Formatore, Coach, Internal Communication Manager

 

 lavoro=

 

InfoJobs non controlla preventivamente i commenti che vengono pubblicati in questa sezione. Confidiamo nel rispetto e buonsenso di ciascuno. Vi chiediamo di segnalare a candidati@infojobs.it eventuali commenti inopportuni, che verranno prontamente rimossi.