Lavoratore infortunato non significa lavoratore improduttivo

Lavoratore infortunato non significa lavoratore improduttivo

Disabilità da lavoro: ecco il piano INAIL per il reinserimento.

1 Mar, 2017
242 views

Immaginiamo un datore di lavoro che si trovi davanti un potenziale lavoratore con disabilità: il suo margine di azione è abbastanza ampio. Può non assumere, può proporre un tempo determinato, può assumere a tempo indeterminato… Questo datore di lavoro ha il controllo della situazione. Resta inteso che le situazioni sono molto diversificate in base alla cultura aziendale e al grado di interiorizzazione della responsabilità sociale d’impresa. Immaginiamo ora lo stesso datore di lavoro che, a seguito di un infortunio o malattia professionale occorsi ad un proprio dipendente in contesto lavorativo (ma anche in presenza di un aggravamento), si trovi nella situazione – obbligata – di mantenere il lavoratore in azienda e sia sprovvisto degli strumenti idonei per gestire tale situazione. Con la Circolare INAIL n. 51 del 30/12/2016 che recepisce il “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione delle persone con disabilità da lavoro” varato dalla stessa INAIL nel luglio scorso – e il tutto previsto dalla Legge di Stabilità del 2015 – si intende fornire un insieme di strumenti e fondi tali da facilitare quanto più possibile il re-inserimento del lavoratore infortunato in azienda secondo la seguente gerarchia:

  1. mantenimento della stessa mansione;
  2. nuova mansione nel caso la nuova condizione psico fisica imponga una diversa destinazione

Ad oltre 21 milioni di euro ammontano le risorse stanziate per il 2017, ma prima di scendere nel dettaglio degli interventi, soffermiamoci su un aspetto che crediamo essere veramente innovativo: la circolare parla di un “progetto personalizzato” (Art. 5) che sia definito da “équipe multidisciplinari” dell’INAIL col diretto interessamento del lavoratore, prima di tutto, ma anche del datore di lavoro. È chiaro che soltanto un discorso concertato, che aiuti ciascuno nell’essere sempre più consapevole rispetto ad un determinato cambio di situazione, rappresenta la base più solida affinché tutti gli interventi stabiliti siano veramente efficaci e condivisi. E adesso vediamoli nelle tre categorie:

  • Interventi sulle barriere architettoniche (con limite di spesa massimo di € 95 mila): riguardano generali interventi sull’edilizia, affinché sia garantito l’accesso agli ambienti di lavoro (rampe, piattaforme elevatrici, interventi su ascensori e bagni accessibili, e anche interventi di domotica);
  • Interventi sulle postazioni di lavoro (con limite di spesa massimo di € 40 mila): riguardano, nello specifico, la postazione di lavoro e quindi parliamo di ausili di ogni tipo, arredi, comandi speciali per chi ha determinati deficit, ecc;
  • Interventi formativi (con limite di spesa massimo di € 15 mila): sono finalizzati a garantire interventi specifici per l’uso delle attrezzature modificate e anche per il tutoraggio.

È quindi fissato in € 150 mila il massimo rimborsabile dall’INAIL per ogni progetto personalizzato. Un importo significativo, da cui traspare tutta la volontà di agevolare il reinserimento di lavoratori che hanno una malattia professionale o che hanno subito un infortunio, sempre di natura professionale. Chiara è la volontà di contribuire al cambiamento di quel paradigma che identifica i lavoratori infortunati come non più produttivi. Particolare attenzione viene data alla comunicazione, affinché le novità della circolare siano ricevute e assimilate da quei datori di lavoro potenzialmente interessati al beneficio.

Ci sembra degna di menzione l’attenzione che l’INAIL porta al concetto di “accomodamento ragionevole”, citando la direttiva 2000/78/CE (e le conseguenti misure adottate dall’Italia in seguito ai rilievi della Corte di Giustizia UE del 2013) riconoscendo che “nel  nostro ordinamento  è  previsto  un  diritto  soggettivo dei disabili ai cosiddetti accomodamenti ragionevoli, diritto che può essere fatto valere essenzialmente  in  sede  di  contestazione  del  licenziamento  o  della  mancata costituzione del rapporto di lavoro nei confronti del datore di lavoro che abbia omesso di adottare gli accomodamenti ragionevoli necessari nel caso concreto”.

Qui è possibile consultare la circolare

In collaborazione con Jobmetoo

 

InfoJobs non controlla preventivamente i commenti che vengono pubblicati in questa sezione. Confidiamo nel rispetto e buonsenso di ciascuno. Vi chiediamo di segnalare a candidati@infojobs.it eventuali commenti inopportuni, che verranno prontamente rimossi.