Il dress code in ufficio

Il dress code in ufficio

Formale o casual: il look giusto per andare al lavoro.

22 Set, 2015
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In ufficio come Carrie Bradshaw 

Le quattro protagoniste di Sex and the city, eleganti donne in carriera sempre alla moda, hanno fatto sognare moltissime donne - e uomini - che vorrebbero fare della loro giornata lavorativa una continua passerella di prêt-à-porter. A parte il fatto che la vita da pendolare sulle Manolo Blahnik non è particolarmente agevole e si corre il rischio di rompersi una caviglia nel tentativo di salire sulla metropolitana nell’ora di punta, uno stile troppo audace rischia di essere addirittura controproducente. 
L’idea di un certo rigore nell’abbigliamento emerge anche dal prestigioso Wall Street Journal: nella rubrica On Style a cura di Christina Binkley vengono citati alcuni manager uomini che sostengono l’inadeguatezza e la minor credibilità delle donne che si presentano agli appuntamenti di lavoro con un look poco formale. Anche per l’uomo è ovviamente preferibile un abbigliamento di taglio classico e di fattura morbida, anche se la questione è più rilevante per l’universo femminile.

Casual Friday

Negli Stati Uniti il vestire in modo appropriato in ambito professionale è un must che scatena discussioni e polemiche da anni. Proprio gli americani hanno inventato quello che viene chiamato Casual Friday o Dress-down Friday, ovvero la possibilità per i dipendenti di un’azienda di "trasgredire" il venerdì alla ferrea etichetta del dress code, vestendo in modo più casual in preparazione al weekend. 
In Italia (e nella maggior parte d’Europa) l’argomento viene trattato in modo più frivolo e leggero. Inizialmente era di rigore il tailleur, abito di taglio prettamente maschile, che però col tempo si è modernizzato.
Il problema si pone proprio nel momento in cui vi è una certa discrezionalità nella scelta: fino a che punto può spingersi l’affermazione della femminilità o della mascolinità in un ambiente comunque formale? E in ogni caso vi sono dei capi che non possono mancare in ambito lavorativo come i collant per le donne o le camicie per gli uomini?  La principale distinzione riguarda il tipo di ufficio in cui si lavora: alcune aziende, o per tipo di funzione o per mentalità del management, rispettano regole ferree in merito all’abbigliamento dei dipendenti; altre aziende invece, spesso più giovani e creative, non pongono alcuna restrizione in merito.

E in Italia?

In linea di massima negli uffici italiani non è richiesta una gran formalità, il look prediletto è il casual chic che consente una certa comodità senza venire meno alla forma. Sono ammessi anche i jeans in quasi tutti gli uffici pubblici e privati, sia per le donne che per gli uomini anche se per alcune mansioni, come ad esempio per la forza vendita è richiesta una maggior formalità. 
Un sondaggio effettuato in passato su InfoJobs ha confermato che libertà nel vestire non significa che tutto sia concesso: il 75 % degli intervistati, ad esempio, non tollera l’uso delle infradito negli uffici. Da evitare anche i jeans strappati, i pantaloncini corti e il trucco marcato.
Il nostro consiglio è quindi quello di adottare un look personale, ma al contempo in linea con la cultura dell'azienda, per non scatenare il malumore o le invidie dei colleghi o responsabili. Essere a proprio agio è il modo migliore per presentarsi sul posto di lavoro.

 

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